Il Protocollo GlobalGAP, voluto ormai da quasi un decennio da un lungimirante gruppo di operatori della Distribuzione Organizzata e rappresentanti di gruppi di produttori europei (Euro Retailer and Produce Working Group, da cui il nome Eurep-GAP cui eravamo abituati sino a pochi mesi fa), è una risposta a carattere volontario che intende stabilire regole comuni applicabili da qualsiasi fornitore di ortofrutta della Moderna Distribuzione. GlobalGAP si è imposto quale elemento chiave di riferimento per l’applicazione delle Buone Pratiche Agricole (le Good Agriculture Practices, appunto) sul mercato globale, trasferendo e interpretando le richieste dei consumatori in requisiti per la produzione agricola.

I contenuti della norma e le principali novità La norma risponde alle più comuni richieste dei mercati e dei consumatori, sempre più attenti ad aspetti specifici fino a qualche tempo fa non considerati. Gli elementi principali sviluppati da GlobalGAP sono riassumibili nelle seguenti tematiche:

Salute, sicurezza e welfare dei lavoratori;

Tutela e conservazione dell’ambiente;

Gestione dei rifiuti e residui aziendali e loro riutilizzo;

Tracciabilità;

Gestione consapevole degli OGM e del materiale di propagazione;

Gestione del suolo e della fertilizzazione;

Gestione delle risorse idriche e irrigazione;

Difesa integrata delle colture e corretto utilizzo dei fitofarmaci;

Gestione della raccolta e manipolazione dei prodotti in condizioni controllate di igiene e qualità.

 

Le principali novità introdotte con la revisione 3 del marzo 2007, sono rappresentate innanzitutto dalla nuova struttura della norma. Questa è infatti suddivisa, per il settore ortofrutta fresca, in tre sezioni principali:

 

AF – All Farm, che comprende i requisiti applicabili a tutte le tipologie aziendali;

CB – Crop Base, per le aziende di produzione vegetale;

FV – Fruit and Vegetable, comprendente i requisiti specifici per l’ortofrutta.

 

Il numero totale di punti di controllo è passato da 214 a 236 e ad una parte di questi è stato attribuito un diverso peso ed importanza rispetto alla precedente revisione (ricordiamo che i requisiti sono distinti in Maggiori, Minori e Raccomandazioni). Nel nuovo Protocollo è del tutto evidente un approccio più deciso verso l’applicazione del metodo della produzione integrata, andando oltre il concetto di Buone Pratiche Agricole.

L’attenzione è, infatti, rivolta alla conoscenza specifica delle tecniche di difesa adottate, ai metodi preventivi, alle attività di monitoraggio in campo ed alle modalità di intervento (“…favorendo il ricorso, per quanto possibile, a metodi non chimici”).

L’ultima novità interessante è relativa alla qualità ed al controllo dei prodotti, sia in campo che nei magazzini di confezionamento. I nuovi requisiti introducono un evidente interesse verso la verifica ed il mantenimento delle caratteristiche dei prodotti, anche attraverso il controllo delle temperature e delle condizioni di conservazione.

La certificazione GLOBAL GAP rappresenta, infine  un’opportunità importante per tutte quelle aziende che hanno imboccato decisamente la strada della qualità, essendo capaci di gestire le differenti richieste dei mercati .